Anche la Serbia fuori dai giochi!!!!

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Pallavolo
Pubblicato il 09-01-2020 da Luca Campobasso
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Serbia.
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Un’altra big fuori dai giochi: ne vale la pena adottare questa formula?

 

Tempo fa la CEV aveva già presentato le modalità di qualificazione ai giochi olimpici di Tokyo per le nazioni che non erano riuscite a raggiungere questo obiettivo la scorsa estate: un “grande-girone” in cui si sfidano otto squadre per un posto alle olimpiadi.

Per quanto riguarda l’Europa, le nazioni partecipanti sono Francia, Bulgaria, Serbia, Olanda, Slovenia, Repubblica Ceca, Belgio e infine la nazione ospitante, Germania. Questi team si stanno sfidando proprio in questo periodo; Lunedì hanno incominciato una lotta durissima sotto tutti i punti di vista. Si veda la formula che è stata adottata (le otto squadre sono state suddivise in due pool da quattro squadre ciascuna: le prime due di ogni pool accedono alle semifinali; dopodiché, con gli opportuni abbinamenti, la prima di una pool affronta la seconda dell’altra pool e viceversa. Le due squadre vincitrici disputano poi la finale) e i tempi, a dir poco, ristretti in cui le nazionali hanno dovuto preparare questo torneo. Molti giocatori hanno rifiutato la chiamata delle rispettive nazionali, di conseguenza gli allenatori hanno dovuto fare i conti con i 14 convocati, anch’essi molto stanchi per via dell’ingente numero di match disputati con i rispettivi club.

Stando alla situazione attuale le squadre ancora in gioco per vincere il torneo sono 4: Francia, Slovenia, Bulgaria e Germania. La prima sfiderà la Slovenia, mentre la Bulgaria sfiderà i padroni di casa. Sono semifinali che parlano italiano: Andrea Giani guida la Germania, Alberto Giuliani la Slovenia e il mitico, il professore settantaduenne, Silvano Prandi guida la Bulgaria.

Ma ciò che ci colpisce maggiormente è l’eliminazione della Serbia: per la seconda volta consecutiva, la squadra di Boban Kovac (coach subentrato a Nikola Grbic dopo il torneo di Bari, anch’esso valido per la qualificazione) non è riuscita a ottenere il pass per le olimpiadi. Un fatto che stupisce per via della notorietà dei giocatori presenti, ma il motivo fondamentale è un altro. La Serbia, nell’ultimo quadriennio, ha vinto la World League, si è classificata terza all’europeo del 2017, quarta al mondiale 2018 e, infine, ha ottenuto il titolo di campione d’Europa proprio lo scorso Settembre. La domanda allora spontanea che rivolgiamo al presidente della CEV, Alexandar Boricic, è: “Perchè una nazione plurivincente come la Serbia non ha ottenuto i pass per Tokyo direttamente con la vittoria degli Europei?”.

Quindi il clima che vige in questo momento è di contrarietà e di opposizione verso gli organizzatori del torneo, ma forse è, per lo più, di delusione. Un appuntamento così difficile e importante non può essere preparato in soli sette giorni, viaggi compresi. Questo non è solo ridicolo, ma è un danno per lo sport.

 

                                                                     Martina Albertini